Nothing says “I don’t really give a fuck about you” like a Christmas card that comes out of a box of twenty identical Christmas cards. Far worse is the Christmas newsletter: “Hi, I can’t be bothered to write each of you a personal letter, so here’s a computer-printed newsletter to brief you on my boring year.” Also on the Rob shit-list: cutesy family Christmas cards with the whole family posing on the front; Christmas Create-a-Cards; and Christmas e-mail postcards. And if anyone e-mails me a snowball this year, I will track them down and do interesting things to them with a fork.
CHRISTMAS TREES
At our house, we have the same artificial tree we’ve had since I was a baby. And these days, you can buy an artificial tree that looks exactly like a real one. So why buy a real one? For the pine scent? (Go out and sniff a pine cone, asshole.) For the joy of vacuuming pine needles off the rug every day? What?? I don’t get it. And then, after New Year’s Day, you see the most depressing thing ever: all the dead, rejected trees sitting out on the sidewalk, waiting to be taken to the dump. Mutilate a living thing, take it home, hang shit on it, then kick it to the curb: That’s everything evil about America in a nutshell.
Sul blog Hack For a Day, ho trovato questo divertente articolo che voglio far leggere anche a voi.
LETTERA CLIENTE
>
> Buongiorno,
> Alcuni anni fa ho cambiato l’applicazione FIDANZATA 7.0 per
> l’applicazione MOGLIE 1.0, che ha generato subito l’applicazione BIMBO
> 1.0, che occupa
> tantissimo spazio sul disco.
> (more…)
Chi non si è mai trovato a lottare con il cavo attorcigliato di un caricabatterie? In un prossimo ma non troppo ipotetico futuro questo conflitto potrebbe avere una fine. A fornire una soluzione è Mojo, una venture con sede nella Silicon valley.
La tecnologia sviluppata dalla società si basa sul sistema di induzione elettromagnetica, che consente, grazie a piccole spire di ricevere e trasmettere energia elettrica. Viste le dimensioni di questo tipo di componente, l’utilizzo in sistemi portatili ed handheld risulta essere uno scenario ideale. La società, secondo quanto riporta il quotidiano nipponico Nikkei, avrebbe già pronti alcuni prototipi.
Pare sia in fase di approvazione la legge che mette a rischio ogni blogger che ospiti qualche banner sul proprio sito. La Camera manda avanti il DDL anti-blog di Luca Spinelli, come si legge su Punto informatico, ma la comunità di blogger italiani non sta immobile a guardare.
Cosa dice la legge? Sotto questo punto di vista è molto ambigua, come tutte le leggi italiane sul web, ma sommariamente la possiamo riassumere così: L’apposizione di banner è un’attività pubblicitaria continuativa che genera introiti; una prestazione continuativa è un’attività di impresa; chi fa impresa grazie alle proprie pubblicazioni deve registrarsi al ROC; chi è registrato al ROC può incorrere nei reati di stampa. Chi invece è in questa situazione e non si registra al ROC, può essere denunciato per stampa clandestina.
La mia domanda a questo punto è: e se io metto dei banner perchè faccio scambio banner, come fanno a saperlo? E se metto links a pagamento o vendo post come fanno tutti? Come fanno a indovinare per cosa un blogger può aver ricevuto denaro? Non siamo più liberi di mettere un link ad una risorsa altrimenti diventiamo una testata giornalistica?
La cosa è pazzesca. Se ogni link del web fa del sito una testata, allora siamo tutti scrittori!
Certo che se questa invenzione del professore taiwanese Chungpin Hovering Liao fosse realmente realizzabile sarebbe una vera scoperta a favore dell’ambiente. Anche se per ora se ne ignora il vero funzionamento, secondo il suo inventore, questa batteria può essere ricaricata perfino con la nostra stessa urina. Quindi pensate che bello fermarsi in autostrada in una stazione di servizio per fare il pieno al cellulare o al portatile ( per quest’ultimo vi consiglio l’aiuto della famiglia ). Riesce ad immagazzinare il doppio dell’energia delle normale palo uno celle combustibili, ma purtroppo riesce ad emettere solo la metà della Loro energia. La nota veramente positiva, è che produrre questo tipo di batterie costerà al massimo il 6% dei costi attuali.
Anche voi volete ricaricare il vostro iPhone o iPod in bagno?
Il limite della miniaturizzazione dei file potrebbe presto raggiungere un nuovo limite. Per passare le barriere oggi segnate dalla sigla MP3, però, sarà necessario un totale cambiamento delle procedure, un ribaltamento del modus operandi che porta alla creazione della versione digitale del suono analogico.
Quel che cambia è proprio nel rapporto tra le due dimensioni. Se fino ad oggi gli sforzi della ricerca sono stati indirizzati ad una riproduzione digitale del suono in seguito ad una registrazione preventiva, ora si tenta invece di riprodurlo con una vera e propria nuova performance. Si copia pertanto il modo in cui un suono è stato creato, piuttosto che non l’effetto finale ottenuto. Così facendo, l’auspicio è quello di avere un minore quantitativo di dati da conservare, dati la cui ricombinazione finale permetterà però di avere identico risultato. Il suono non è riprodotto, ma ricomposto.
La ricerca è stata portata avanti dal prof. Mark Bocko assistito da Xiaoxiao Dong e Mark Sterling della University of Rochester. I risultati sono stati presentati in occasione dell’International Conference on Acoustics Speech and Signal Processing di Las Vegas e promettono qualcosa di assoluta importanza se è vero che 20 secondi di clarinetto sono stati archiviati in appena 1Kb di spazio. I numeri, ad oggi, lasciano ancora il tempo che trovano: la procedura non prevede contemporaneità di suoni né tantomeno viene spiegato come si possano riprodurre suoni “anomali” non originati dagli strumenti tradizionali.
I primi esperimenti, comunque, sono incoraggianti. Alcuni testimoni spiegano che è difficile distinguere l’originale dalla “copia” (parola in qualche modo impropria), anche se ancora il processo di digitalizzazione riconsegna file accettabili solo in condizioni particolari. Una nuova frontiera si è comunque aperta e l’obiettivo è di per sé rivoluzionario: in un contesto in cui gli spazi di storage si moltiplicano, un nuovo algoritmo potrebbe ridurre gli spazi dei singoli file moltiplicando così il potenziale delle esistenti strutture d’archivio.
In occasione del decimo compleanno Google ha deciso di tornare indietro nel tempo offrendo i risultati che comparivano qualche anno fa effettuando una ricerca con Google, potete utilizzare il motore di ricerca a questa pagina.
Ed è davvero interessante scoprire come in 7 anni siano cambiate moltissime cose. Ad esempio una ricerca con la keywords Gmail riporta come primo risultato un client email per Linux, addirittura se proviamo a cercare Bittorrent non avremo risultati.
Google non può offrire i risultati di 10 anni fa perchè prima del gennaio 2001 le index non sono accessibili.
Provate a cercare facebook,youtube ect. .. nulla di nulla di social nel 2001!
Chi di voi non ha mai visto un Hard Disk scoperchiato? Penso in pochi. Ma quanti di voi ne hanno visto uno aperto mentre è in funzione?
Il video qui sopra mostra proprio tutto ciò che accade all’interno del nostro hard disk ogni volta che effettuiamo anche la più banale delle azioni.
In particolare, in questo video vedremo il nostro hard disk:
Accendersi
Eliminare una cartella
Fare Copia/Incolla
Formattare
E ovviamente, spegnersi
Mi raccomando,non provateci a casa!Come direbbe qualcuno, “Don’t try this at home!”
Pioneer ha sviluppato un disco ottico (di sola lettura) a 16 strati, in grado di immagazzinare 400GB di dati; la capacità di ogni strato è di 25GB, pari a quella di un Blu-ray Disc.
Sebbene il primo modello sviluppato sia di sola lettura, Pioneer, che sta investendo molte risorse nella sperimentazione di nuovi supporti ottici multistrato..
Pare che la maggiore difficoltà a livello costrittutivo sia stata quella di ottenere segnali “puliti” e stabili da ogni singolo strato, a causa di interferenze fra layer adiacenti e perdite in fase di trasmissione, L’Azienda ha ovviato a quest’ultimo problema inserendo nel meccanismo di lettura uno speciale compensatore di aberrazione sferica e un fotorilevatore in grado di captare anche i segnali più deboli.
Molte delle specifiche annunciate per il nuovo supporto sono simili a quelle dei comuni Blu-ray disc: è dunque possibile parlare di compatibilità fra il nuovo disco ottico a 16 strati e i dischi “blu”.
Maggiori informazioni si avranno però dopo che Pioneer presenterà ufficialmente il nuovo prodotto al pubblico, il prossimo 13 Luglio.
Se avete una buona padronanza dell’inglese, e avete la passione per il fai da te, un buon punto in cui trovare idee è certamente il bellissimo sito Instructables. Questa piattaforma online, in parte simile ad un blog, permette la collaborazione passo-passo fra gli utenti, che vi possono postare spiegazioni dettagliate, fotografie, video, animazioni e diagrammi per spiegare i propri progetti, in modo che possano essere facilmente replicati da chiunque. Nato per documentare la costruzione di strumenti elettronici e meccanici, si è ormai esteso a coprire argomenti come l’arte, la cucina, la manutenzione domestica e persino attività potenzialmente pericolose (che guarda caso, sono sempre le più interessanti).